Una scelta condizionata

Me lo ripeteva sempre il mio amico Ranjan, mentre tamburellava le sue dita sottili sulla tastiera sbiadita del computer portatile.

“ Acceso o spento. Magari potessi programmare il mondo come faccio con te, caro il mio Kuv100. On, off. Caldo, freddo. Estate, inverno. Tutto sarebbe molto più semplice. Invece, siamo costretti a vivere una vita ingiusta che non ci fa nessuno sconto. E la cosa peggiore sai qual è? Che non puoi mai ricominciare da capo. L’esistenza non ha un tasto di reset come ce l’hai tu, amico mio.”

Piangeva spesso Ranjan e si accarezzava la barba curata mentre guardava le foto del suo grande amore. Le teneva nascoste nel cassetto della scrivania, sotto un mucchio di documenti. Era un bel po’ che non si vedevano, da quando lui era dovuto fuggire in Germania. La polizia li aveva fermati  mentre camminavano, mano nella mano, al Butterfly Park di Kuala. In Malesia è un reato essere liberi.Programmatore_spalle_1

Accesso o spento. Era tanto che non lo sentivo. Lo sta gridando un signore di mezza età che brandisce nella mano destra il telecomando con cui mi ha svegliato all’improvviso. Lo agita come se fosse una spada. Lo vedo, si lo vedo col mio occhio elettronico che si è aperto di scatto.

Sono appeso al muro di una stanza molto elegante, con le pareti color tortora tappezzate di quadri colorati e intorno ci sono mobili candidi pieni di suppellettili. A terra, l’imballaggio da cui mi hanno tirato fuori. Cartone molto spesso, plastica trasparente e tanto polistirolo per evitare che i miei circuiti intelligenti possano rompersi.

“ Mara, vieni un po’ qui” – ha gridato lo schermitore – “ L’ho installato…il condizionatore…”

Dalla porta in fondo alla stanza è entrata una donnina esile, con i capelli rossi, probabilmente la moglie, visibilmente scocciata per la convocazione. Continua a soffiare sulle unghie vermiglie della sua mano destra, rilasciando nell’aria un leggero odore di smalto. Vedi cosa vuol dire avere un sensore olfattivo?Smalto_2

“Guardalo, tesoro. E’ l’ultimo prodigio della tecnologia. Un apparecchio superiore che capisce se fuori fa caldo o se fa freddo e si trasforma in un condizionatore per l’estate e in una pompa di calore per l’inverno; così non dovremmo usare più i termosifoni. E poi è collegato in Internet, lo puoi comandare a distanza con lo smartphone e lui può parlare con il centro di assistenza o con gli altri apparecchi suoi simili per vedere cosa fanno”.

La donna non mi sembra tanto entusiasta. Forse è più interessata al mio aspetto. Magari mi avrebbe voluto di un altro colore, di un’altra forma.

“Mi manca solo di settarlo” – l’uomo ha interrotto per un attimo i suoi pensieri –  “Devo dirgli quale la lingua usare e la posizione, così lui sa dove si trova e può collegarsi con il centro meteo.”

Europa, sono in Europa. Evviva. Me lo ha detto il padrone di casa dal telecomando. Mi sembra una buona notizia. Quasi quasi sento qualche amico.

“ Ciao, sei nuovo?” mi risponde la voce sintetizzata del call center.

“ Salve, mi hanno appena installato, volevo entrare nella community”.

“ Dalla voce mi sembri straniero. Malese?”

“ Perché?” rispondo stupito.

“I tedeschi e i giapponesi vogliono stare da soli e non amano voi indiani o malesi, che poi mi sembrate tutti uguali. Anche i coreani sono strani e vogliono solo occidentali. Posso collegarti con gli indiani o, al massimo, con i brasiliani. Che dici?”

Resto in silenzio. Non ho il coraggio di rispondere nulla.

“Allora che faccio?” Cercando di chiudere la conversazione.

“Niente grazie, riprovo più tardi.”

C’è un gran caldo nella stanza. Si è accesa una spia che mi dice di far partire la pompa. Ma sono un apparecchio efficiente e devo consultare il meteo delle prossime ore.

“Ciao, mi servono le previsioni a dodici ore con le temperature e  l’igrometria” – dico deciso all’ operatore.Meteo

“ Solo Kuala Lampur o anche Singapore?” – il sistema mi risponde prontamente.

“ In realtà sarei a Roma…” replico.

“ Mi dispiace ma a noi lei risulta a Kuala. E poi il suo piano tariffario si riferisce a Indonesia, Malesia e Brumei. Non posso aiutarla. Arrivederci.” – La voce mi abbandona senza una soluzione alternativa.

Intanto, la temperatura sta continuando ad aumentare e vedo tutti un po’agitati. L’uomo col telecomando, armato di manuale di istruzioni, continua a digitare codici e a premere pulsati, sperando che io gli risolva il problema. La moglie ha spalancato tutte le finestre in cerca di refrigerio, ma questo non mi aiuta.

Mi fermo un attimo a pensare.

Acceso o spento.

Spento.


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