Oramai i palinsesti televisivi che seguivano le stagioni meteorologiche sono in via di estinzione, lasciandoci liberi di costruirci il nostro programma di cose da guardare senza vincoli spazio-temporali. Di notte o di giorno, durante la pausa pranzo al lavoro o in treno verso casa. Forse, un modo ante litteram per adattarsi al cambiamento climatico? Comunque, per non farvela troppo lunga, ieri sera, mentre navigavo in rete, mi sono imbattuto in uno spezzone della commedia Natale in casa Cupiello di Eduardo De Filippo. Spinto dalla curiosità, ho recuperato l’intera commedia e ho iniziato a guardarla per l’ennesima volta.

Per i pochi che non la conoscessero, si tratta di una vivace rappresentazione delle dinamiche familiari napoletane durante i cinque giorni che precedono il Natale. Questo capolavoro del commediografo De Filippo mescola brillantemente comicità, dramma e realismo, dipingendo la vita quotidiana nella Napoli del XX secolo con un’attenzione particolare alle tradizioni culturali e alle contraddizioni umane.

Forse influenzato dal caldo di questi giorni oppure dalla contemporanea preparazione di un opuscolo sulla trasmissione del calore che distribuiremo in autunno, ho cominciato a osservare la commedia per la sua capacità di offrire una prospettiva sorprendente sul secondo principio della termodinamica, una legge fondamentale della fisica che spiega il concetto di entropia.

In termodinamica, l’entropia è una misura del disordine o dell’incertezza di un sistema. Fu Rudolf Clausius nel 1865 a definirla come una grandezza fisica che quantifica la tendenza dei sistemi a evolversi verso stati di maggiore disordine nel corso del tempo. Questo principio fondamentale della fisica, sebbene spesso enigmatico, trova una rappresentazione sorprendentemente chiara nella tumultuosa famiglia Cupiello.

Luca Cupiello, il patriarca eccentrico e tradizionalista della commedia, incarna perfettamente il desiderio umano di creare ordine e stabilità nelle proprie vicende. La sua ossessione per la costruzione del presepe natalizio, sebbene motivata da un intento di perfezione e significato simbolico, spesso sfocia in caotiche disavventure e imprevisti comici. Le sue azioni compulsive, nonostante le migliori intenzioni, portano inevitabilmente a situazioni che distorcono la tranquilla armonia familiare.

Un altro aspetto cruciale della commedia è rappresentato dalla storia di Ninuccia, la figlia di Luca e Concetta, intrappolata in un matrimonio infelice con Nicolino, un commerciante elegante e distinto in apparenza, ma in realtà rozzo, trasandato e per nulla adeguato allo status sociale che ha raggiunto. La sua attrazione per Vittorio, un uomo più giovane e affascinante, introduce un ulteriore livello di entropia emotiva nella trama. Le emozioni contrastanti di Ninuccia, la scrittura di una lettera di addio a Nicolino e il tentativo di fuggire con Vittorio, destabilizzano ulteriormente l’equilibrio familiare, provocando conflitti emotivi esplosivi e imprevedibili.

Il tema dell’entropia emerge anche attraverso le rivelazioni accidentali e i fraintendimenti che caratterizzano la storia. La scoperta della lettera di Ninuccia da parte di Luca, persa e ritrovata più volte durante la commedia, alimenta malintesi e reazioni emotive intense tra i personaggi. Questi eventi imprevedibili e il conseguente degrado dell’ordine familiare sottolineano la natura inevitabile dell’entropia, dove anche i migliori intenti possono portare a risultati imprevisti e indesiderati.

Il culmine drammatico della commedia si raggiunge nel terzo atto, quando Luca subisce un colpo apoplettico a causa dello stress emotivo accumulato. Questo evento tragico rappresenta la fine dell’ordine familiare e il passaggio a una nuova dinamica tra i membri della famiglia Cupiello. Le lacrime e i rimorsi dei personaggi rimasti testimoniano la fragilità delle relazioni umane e la natura imprevedibile della vita stessa.

Tutto questo per dire cosa? Obietteranno i miei amici e colleghi scienziati.

Per dire che l’arte ha una capacità unica di offrire un mezzo di comprensione profonda e intuitiva dei concetti complessi, anche senza ricorrere alla terminologia tecnica della scienza. Attraverso la rappresentazione di storie umane, conflitti, gioie e dolori, l’arte ci consente di esplorare e comprendere tematiche profonde come l’entropia.

Questo principio fisico, che descrive la tendenza dei sistemi a evolversi verso stati di maggiore disordine nel tempo, trova riscontro nelle narrazioni artistiche che esplorano la natura umana e le dinamiche sociali. Le opere d’arte ci invitano a riflettere sulla nostra esistenza, sulle relazioni interpersonali e sulle forze che plasmano il nostro mondo, offrendoci una prospettiva empatica e emotiva che va al di là delle formule matematiche e dei diagrammi scientifici.

In questo modo, l’arte non solo intrattiene e ispira, ma ci educa e ci arricchisce, fornendoci strumenti per interpretare e confrontarci con i concetti astratti e complessi che definiscono la nostra realtà quotidiana.

E allora? Te piace l’entropia, eh?


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