Sto cucinando e non c’è fuoco.
Appoggio la pentola su un vetro nero e liscio, sfioro un tasto. Compare un numero rosso. 6, poi 7, poi 8.
È tutto qui il calore. Una cifra che sale e scende.
Penso a mio nonno, alle mani annerite, alla legna accatastata, alle scintille che scappavano dal camino.
Per migliaia di anni l’uomo ha vegliato una fiamma viva, l’ha nutrita, temuta, rispettata.
Adesso preparo la cena guardando un display.
L’acqua bolle in silenzio. Nessun odore di fumo, nessun crepitio.
Solo un piccolo numero luminoso che decide per me.
Abbiamo domato il fuoco così bene, da non averne più bisogno.
