Silver age e consumo di energia. L’Italia è pronta ad affrontare la sfida?

La popolazione italiana sta invecchiando e, in un futuro non molto lontano, eserciterà una pressione importante sui servizi di sanità pubblica e di previdenza, sull’economia e sull’assistenza sociale. Ma quali saranno gli effetti di tale aumento sul consumo di energia a livello residenziale?

  • Gli anziani trascorrono una maggiore quantità di tempo a casa, piuttosto che al lavoro o negli spazi pubblici. Pertanto, il loro consumo di energia domestica potrebbe essere superiore a quello di una popolazione più giovane che, invece, trascorre più tempo fuori casa.
  • Oltre a passare più tempo in casa, gli anziani sono più suscettibili al freddo e al rischio di ipotermia perché, con l’invecchiamento, il sistema di termoregolazione si deteriora e cresce il pericolo di andare incontro ad un calo della temperatura corporea senza accorgersene. Oltre ai casi estremi di ipotermia, crescono anche i casi di bronchiti, polmoniti, sindromi influenzali e malanni stagionali causati dalle basse temperature come anche la ripresa di malattie croniche, specialmente dell’apparato respiratorio, cardiovascolare e muscolo scheletrico. Per alleviare questi problemi, le temperature domestiche sono più elevate, con conseguente aumento della domanda di energia.
  • Dovendo preoccuparsi principalmente della propria salute e dell’aspettativa di vita, gli anziani sono probabilmente più riluttanti ad investire su nuove tecnologie più efficienti dal punto di vista energetico nelle proprie abitazioni. Il retrofitting delle case è un passo importante da compiere per aumentare l’efficienza energetica e ridurre lo spreco di energia. Il disinteresse ad adottare queste nuove tecnologie da parte di una percentuale crescente della popolazione potrebbe comportare un aumento della domanda di energia.
  • Anche le dimensioni della famiglia giocano un ruolo importante nel consumo di energia. Con il passare del tempo il numero di componenti si riduce e i nuclei familiari si riducono a due o, anche, ad un singolo componente. A tal variazione non corrispondo cambiamenti della dimensione dell’ambiente domestico e, conseguentemente, il consumo di energia per il riscaldamento o l’illuminazione degli ambienti, non cambia.

Insomma, è più che probabile che l’aumento della popolazione anziana possa contribuire all’incremento della domanda di energia in Italia nei prossimi anni. Altri Paesi europei, come l’Inghilterra, hanno da tempo messo in atto strategie e politiche dedicate.

Credo sia importante riconoscere questa sfida esplorando l’uso e il comportamento energetico della popolazione anziana, identificando i fattori chiave che modellano la domanda di energia e comprendere quali fattori strutturali e comportamentali possono aiutare a migliorare l’efficienza energetica residenziale per lo sviluppo di politiche nazionali alle diverse scale territoriali.

Immagine: bearfotos by freepik

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