Si mise la giacca buona,
quella delle feste.
La lisciò sul petto
con il palmo della mano.
Fuori era giugno.
La strada era la stessa
che portava ai campi,
ma quel giorno
proseguì fino al paese.
Aveva studiato poco.
Però conosceva la terra,
la grandine,
il peso del grano bagnato.
Le parole lunghe
le lasciava ai maestri
e agli avvocati.
Quando prese la scheda,
la tenne tra le dita
come una cosa fragile.
Poi una croce,
due linee appena.
Quella sera,
tornando a casa,
camminò diritto
come chi aveva appena firmato
il proprio nome.
