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Il posto accanto

Ho trovato il divano ieri sera.

Qualcuno lo aveva lasciato per strada, come si lasciano le cose che non servono più. Tipo me.

L’ho guardato e ho pensato che oggi sarebbe arrivata lei e che non avevo nemmeno una sedia su cui farla sedere. Così l’ho trascinato fin qui, sotto il portico.

Adesso aspetto. Ogni tanto sistemo un cuscino, raccolgo qualcosa da terra, controllo l’orologio che non porto più al polso da anni.

Lei arriverà. Lo so. E quando la vedrò comparire in fondo alla galleria, non dovrò dirle che non ho una casa.

Le sorriderò, indicando il posto accanto a me.

«Accomodati.»

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