IMPATTO ZERO

«La novità del nostro sistema di car sharing elettrico è che le portiamo la macchina ovunque lei ne abbia bisogno. Basterà una semplice telefonata, indicandoci l’indirizzo e l’orario in cui desidera attivare il servizio. Un nostro addetto si farà trovare sul posto col motore accesso.»

Roberto aveva trovato il volantino attaccato sulla porta a vetri del supermercato. C’era un numero verde e lui incuriosito aveva chiamato.

«È un nuovissimo servizio che noi svolgiamo e siamo vincitori del Green Award 2018 per l’idea più innovativa a impatto zero. Pensi che in un anno, grazie al nostro servizio,  abbiamo evitato a Roma più di cinque milioni di tonnellate di anidride carbonica. In questo modo, chi abita in città può dar via l’automobile. Lei ha un’automobile?» gli chiese la ragazza.

«In realtà, no. Io e mia moglie ci muoviamo sempre con l’autobus. La macchina l’abbiamo venduta perché non potevamo permettercela» rispose Roberto. «Però oggi ne avremmo proprio bisogno. Siamo anziani e siamo venuti al supermercato per fare la spesa.»

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Cambiamento climatico ? E’ vero, ma non ci credo…

Il messaggio sembra molto chiaro: il clima della Terra sta cambiando rapidamente a causa dell’attività umana. Quindi, come mai alcune persone sono ancora riluttanti a riconoscere tale evidenza?

Secondo alcuni psicologi, esistono una serie di motivi, tra cui la prevalenza di informazioni ingannevoli o errate sull’argomento,  la disponibilità delle informazioni da parte degli individui e la negazione dell’evidenza che fa parte di un sistema ancestrale per ridurre l’impatto con il pericolo .

Come affrontare il problema ? Oltre a rendere disponibili dati e notizie sui cambiamenti climatici, è necessario comunicare gli stessi in maniera efficace.

‘Travolgere’ l’opinione pubblica con informazioni catastrofistiche può alimentare una mentalità fatalistica, rendendo le persone impotenti rispetto al cambiamento.

Il trucco sta nel comunicare la gravità della minaccia climatica attraverso strumenti e modalità di comunicazione efficaci creando, al contempo, la percezione di poter agire per ridurre tale minaccia sia come individuo che come membro di una comunità.

Grande sfida ! Proviamoci…cosa ci costa ??

Smart China

Il rancore ha mille forme, quello di Salvatore si chiamava Cina.

«Maledetti cinesi, mi hanno inguaiato la vita!» Quando Salvatore si arrabbiava, se la prendeva sempre con la Cina che, secondo lui sarebbe stata la causa di tutti i suoi mali. La crisi economica, il babà che non sapeva più di babà, la moglie che lo aveva lasciato.

Tutto era in qualche modo collegato ai cinesi che avevano ormai invaso il suo piccolo quartiere rilevando negozi, pizzerie e, a detta sua , occupando perfino la chiesa da quando era arrivato il nuovo viceparroco che, il realtà, era vietnamita.

Chiuse il portone del palazzo sbraitando e risalì sulla vecchia Cinquecento parcheggiata in doppia fila. Il cellulare squillò più volte durante il tragitto ma lui non volle rispondere, impegnato com’era a pensare.

Aveva perso un altro cliente. Dopo il Cavaliere e il professor De Luca, anche il circolo delle bocce, la merceria Quagliarulo e la sala giochi di via Speranzella. Era il quinto caso in due giorni. Non era mai accaduto in tanti anni di onorata carriera.

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