Smart China

Il rancore ha mille forme, quello di Salvatore si chiamava Cina.

«Maledetti cinesi, mi hanno inguaiato la vita!» Quando Salvatore si arrabbiava, se la prendeva sempre con la Cina che, secondo lui sarebbe stata la causa di tutti i suoi mali. La crisi economica, il babà che non sapeva più di babà, la moglie che lo aveva lasciato.

Tutto era in qualche modo collegato ai cinesi che avevano ormai invaso il suo piccolo quartiere rilevando negozi, pizzerie e, a detta sua , occupando perfino la chiesa da quando era arrivato il nuovo viceparroco che, il realtà, era vietnamita.

Chiuse il portone del palazzo sbraitando e risalì sulla vecchia Cinquecento parcheggiata in doppia fila. Il cellulare squillò più volte durante il tragitto ma lui non volle rispondere, impegnato com’era a pensare.

Aveva perso un altro cliente. Dopo il Cavaliere e il professor De Luca, anche il circolo delle bocce, la merceria Quagliarulo e la sala giochi di via Speranzella. Era il quinto caso in due giorni. Non era mai accaduto in tanti anni di onorata carriera.

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Del futuro non si butta via niente

La poesia è l’arte di far entrare il mare in un bicchiere, diceva l’immenso Italo Calvino. Ho provato a riempire un piccolo bicchiere per raccontare la mia ricerca ed il continuo confronto con la sostenibilità del mondo, raccogliendo qualche pensiero in un volumetto dal titolo Poesie circolari senza olio di palma aggiunto.

Buona lettura !

La gatta nel forno che scotta

Qualche tempo fa, un’anziana ma agguerrita signora americana ha ottenuto un risarcimento milionario da una nota azienda produttrice di forni a microonde. Motivo: l’arzilla vecchina, abituata ad asciugare la propria gatta nel forno ventilato, aveva provato a rifarlo con il microonde acquistato da poco.

Risultato, esplosione della gatta e causa giudiziaria contro l’azienda accusata di non aver messo in guardia gli acquirenti dall’ introdurre animali vivi negli elettrodomestici. Da allora le case costruttrici inseriscono nei bugiardini, allegati alle apparecchiature di loro produzione, informazioni banali, scontate, a volte surreali, tanto che è stato istituito un premio internazionale per l’etichetta o il manuale d’uso più assurdi.

frigo_fiat

Nonostante questo, il trenta per cento degli utenti dichiara di smarrire puntualmente i manuali, il restante settanta per cento li legge solo in caso di estrema necessità. Mi parte l’embolo della curiosità. Apro l’armadio in cui tengo gelosamente conservati i manuali d’uso di tutte le apparecchiature elettriche ed elettroniche che utilizzo attualmente o che ho posseduto in passato. Vi assicuro di non essere un feticista dell’elettrodomestico ma di appartenere ad un’epoca in cui i manuali non potevano essere scaricati da Internet come accade adesso.

In passato non esistevano copie, a meno di non avere un amico che aveva acquistato il tuo stesso frullatore. Passo la serata a sfogliarli tutti alla ricerca di qualche informazione su come utilizzare frigoriferi, forni, lavatrici e quant’altro nella maniera più razionale e per evitare sprechi di energia. Un’informazione semplice, penso, che avrebbe il diritto di sedere accanto alla sicurezza dei bambini, alla tossicità delle plastiche o anche agli orari di apertura del centro di assistenza più vicino.

panni stesi

Pagine e pagine di illustrazioni, spiegazioni sul funzionamento e indicazioni su possibili problemi scritte più da tecnici del settore che da esperti di comunicazione. Niente, nessun cenno al mezzo carico per la lavatrice, alle finestre da tenere chiuse quando il climatizzatore è in funzione, al bucato da stendere con cura per evitare un uso eccessivo del ferro da stiro.

Richiudo deluso l’armadio e seduta stante istituisco una nuova categoria di utenti che non perdono i manuali, non li leggono solo per estrema necessità ma che si aspetterebbero dalle aziende una maggiore sensibilità al tema del risparmio energetico.