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Autore: Antonio Disi

Ognuno di noi è re di qualcosa, alla ricerca di una stella

Sonetto dei Re magi

Perdettero la stella, una sera.

Perché si perde una stella?

Per averla troppo guardata…

I due re bianchi, che erano saggi di Caldea,

tracciavano in terra cerchi, con il bastone.

 

Facevano calcoli, si grattavano il mento.

Ma la stella era svanita, come svanisce un’idea

e quegli uomini , la cui anima aveva sete d’essere guidata

piansero, drizzando le tende di cotone.

 

Il povero Re nero, invece, disprezzato dagli altri si disse

“Pensiamo alla sete che non è la nostra,

bisogna comunque dare da bere agli animali”.

 

E, mentre teneva il  secchio per il manico,

nell’umile cerchio di cielo dove bevevano i cammelli

egli vide la stella d’oro, che danzava in silenzio.

 

(“Sonnet des Rois Mages”, da ‘Panache et Tourment’, 1918)

 

Oroscopo Green per il 2019

Ariete

L’Ariete ama la velocità. Quindi, se per il 2019 hai deciso di acquistare un’auto nuova, scegli il modello più efficiente per consumo di carburante. Fai in modo di tenere il “piede leggero” sull’acceleratore, così potrai risparmiare denaro e magari anche arrabbiarti meno per colpa del traffico. Impara a controllare regolarmente la pressione dei pneumatici e cambiare i filtri dell’aria per rendere la tua vettura più efficiente. Puoi diventare un esempio di sostenibilità tra i tuoi amici andando al lavoro in bicicletta, a piedi o utilizzando il trasporto pubblico.

Toro

Il Toro ama la natura. Nel 2019 dovrai imparare quanto è facile compostare qualsiasi materiale organico da frutta e verdura insieme a carta e cartone, piuttosto che mandarli in discarica dove si convertono in gas serra. Pianta un orto, se ne hai la possibilità, e acquista alimenti biologici locali. Sono così saporiti che, una volta assaggiati, ti rifiuterai di tornare indietro. Condividi un modo più semplice e delizioso di mangiare con la famiglia e gli amici.

Gemelli

I Gemelli sono naturalmente curiosi. Qual è la tua impronta di carbonio? Potrai calcolarla su www.improntawwf.it  per controllare il tuo impatto sul pianeta. Quindi, se ce ne fosse bisogno, nel 2019 fai le modifiche necessarie  a rendere il tuo stile di vita rispettoso dell’ambiente! Cambia le lampadine ad incandescenza con quelle fluorescenti compatte o al led. Scollega i tuoi elettrodomestici di notte, abbassa i termostati di almeno un grado e usa l’acqua a 40° per lavare i tuoi vestiti. Parla a tutti del tuo cambiamento e spingi la tua rete di Facebook a seguire il tuo esempio.

Cancro

Il Cancro ha il dono di saper parlare con la propria comunità di amici, parenti o anche con le persone del proprio quartiere. Nel 2019 avrai l’opportunità di cambiare tanto nella tua vita aiutando ed educando la tua rete a promuovere azioni compatibili con l’ambiente. A casa puoi sfidare i tuoi cari a riciclare tutto il possibile. Dichiara una settimana, un mese o un anno di “ZERO ACQUISTI”, in cui spendere il minimo indispensabile per le necessità e trova tutto il resto gratuitamente presso i tuoi amici o baratta quello che non ti serve nei negozi o siti specializzati.

Leone

Al Leone piace fare le cose in grande e spesso, quando fa acquisti al supermercato, riempie il carrello fino all’orlo. Per il 2019, prova a comprare prodotti sfusi ! Sarà più economico, richiederà meno spostamenti per raggiungere i negozi, ridurrà gli imballaggi inutili e, se introdurrai nella tua dieta anche cereali integrali, noci e frutta secca, sarà anche meglio per te! Ricorda quando fai acquisti di portare con te le borse riutilizzabili. Ami dare e ricevere regali. Piuttosto che comprare cose, prova a realizzarle da te riutilizzando oggetti che non usi più oppure dolci fatti in casa, buoni regalo o regala donazioni a qualche ONG.

Vergine

La Vergine apprezza la buona qualità e difficilmente si sbarazza degli oggetti che ha acquistato. Nel 2019, prima di comprare altro, prova a dare via quello che non usi più e abituati a fare acquisti nei negozi dell’usato e dai contadini nei mercati rionali. Dai un’occhiata a www.mercatopoli.it  per trovare e scambiare oggetti utili. Fai anche delle ricerche sugli effetti dei prodotti chimici di uso domestico più comuni e trova semplici sostituti per migliorare la salute del tuo ambiente. Condividi le tue scoperte con le persone con cui lavori.

Bilancia

Alla Bilancia piace riunire le persone. Se hai già un gruppo che si incontra regolarmente, nel 2019 potrai pensare ad introdurre temi verdi nelle conversazioni e idee ecologiche da condividere. Potresti organizzare un evento a tema per aumentare la consapevolezza e aiutare gli altri a rendere le proprie abitazioni più efficienti dal punto di vista energetico. Organizza delle sfide per risparmiare risorse e confrontare i tuoi progressi. Come parte di un gruppo puoi avere un grande impatto. Il tuo fascino naturale aiuta a dare consigli sui semplici cambiamenti che ognuno può realizzare.

Scorpione

Lo Scorpione ha il dono della ricerca. Per il 2019, impegnati a scoprire, usare e consigliare detergenti, profumi e cosmetici meno tossici e più rispettosi dell’ambiente. Quanto più riduci gli inquinanti ambientali e i veleni nella tua vita, meglio ti sentirai. Dopo aver individuato i prodotti che potrebbero essere nocivi, scrivi alle aziende invitandole a cambiare i componenti di prodotto. Parla con i gestori dei negozi locali, chiedendo loro di acquistare prodotti verdi. Diffondi la voce sulle alternative più salutari e più ecologiche.

Sagittario

Il Sagittario ama difendere le giuste cause ed è naturalmente predisposto all’ insegnamento. Sebbene sia importante essere verdi a casa propria, nel 2019 potrai anche fare molto per aiutare gli altri a conoscere la crisi climatica globale. In particolare, i bambini possono essere incoraggiati a prendere contatti con altri bambini in tutto il mondo e parlare di soluzioni globali per ridurre i gas serra, sostenere l’agricoltura sostenibile, le alternative all’energia dei combustibili fossili e la conservazione dell’acqua. Puoi fare tanto per raggiungere questi obiettivi!

Capricorno

Il Capricorno è naturalmente pratico e ambizioso. Quando nel 2019 inizierai ad adottare più pratiche verdi nella tua vita, ti renderai conto che oltre alle aziende senza scrupoli che pensano unicamente al proprio guadagno ce ne sono tante tante altre che hanno deciso di riconvertire il proprio modello di business occupandosi di prodotti e servizi rispettosi del nostro ambiente. Puoi scrivere lettere, fare pressione sugli amministratori e i politici oppure unirti a gruppi che sostengano alternative ecocompatibili. Alcuni saranno in grado di avviare aziende che adottando di produzione e distribuzione a km0 e rispettosi del nostro Pianeta. Mantieni il tuo senso dell’umorismo di fronte alle grandi sfide.

Acquario

All’Acquario piacciono le soluzioni originali. Per te, nel 2019 salvare il pianeta può essere una dichiarazione personale della tua visione del mondo. Cerca i modi per dotare la tua abitazione di un termostato programmabile, di elettrodomestici di classe A+++ e di elettricità prodotta con un impianto a fonti rinnovabili. Prova ad incoraggiare il tuo quartiere a creare un orto comunitario o una cooperativa di trasporti. Chatta con amici e rete nella tua comunità. Condividi la tua esperienza su come vivere semplicemente e in armonia.

Pesci

I Pesci sono un segno d’acqua. Nel 2019, cerca modi per risparmiare acqua in casa e in giardino. Questo vuol dire cambiare il tuo paesaggio, o impostare un sistema di irrigazione a tempo. I bagni e le docce possono essere facilmente resi più efficienti dal punto di vista idrico. Sfida la tua famiglia a ridurre il tempo trascorso a fare la doccia. Assicurati che la lavastoviglie sia piena prima di usarla. Se l’acqua del rubinetto contiene minerali o prodotti chimici, acquista un buon filtro dell’acqua piuttosto che acquistare acqua in bottiglia.

Libera

Quasi tutte le settimane il furgone della ditta Speranza era parcheggiato fuori della palazzina gialla all’ ingresso del paese, poco più avanti del cartello che dava il benvenuto ai turisti mostrando la mappa ed i principali monumenti del piccolo borgo. Tutti sapevano e mormoravano di quelle continue visite. La notizia era giunta alle orecchie delle autorità e le aveva messe in subbuglio.

«Antò, corri è una cosa urgente. La lavatrice mi ha allagato tutto il bagno! » urlava Lucia al telefono.

E lui saliva veloce sul piccolo furgone e la raggiungeva, lasciando il negozio incustodito ed un cartello di scuse attaccato sulla vetrina.

Quando Antonio andava via da casa, lei  lo guardava da dietro le tende allontanarsi come una barca che diventa sempre più piccola mentre scivola sul mare. La sua solitudine, invece, diventava sempre più grande mano a mano che i giorni passavano.

barchetta

Lucia era nata vicino al mare e quel mare se lo era portato dentro quando si era trasferita in quel paesino dell’entroterra cilentano. Novecento anime, una sola strada, tanti occhi che guardavano troppo vicino.

Ma il mare è uguale dappertutto. Ti dà quel senso di libertà e poi ti lascia senza certezze e ti riempie di dubbi. Era stato proprio il desiderio di libertà a farle accettare la proposta di matrimonio di quell’uomo che frequentava il negozio di suo padre e che lui considerava un grande amico. Un uomo serio, uno scitato come lo definiva sua madre, che sarebbe stato capace di darle un futuro ed una bella famiglia.

Quell’ agognato futuro non era mai arrivato, tanto meno la famiglia. Lucia si sentiva come prigioniera di quel futuro e di quella casa che il marito aveva costruito per lei e dove ritornava sempre più di rado per riposarsi dai suoi frequenti viaggi di lavoro, sempre in silenzio, stanco, seduto sul divano a guardare la televisione.

Eppure, alle volte, il destino segue i percorsi più strani e tortuosi per regalarci i suoi doni e, quel giorno di agosto, lei si ritrovò quasi per caso di fronte alla bottega di Antonio.

Ritornando a casa dalla spesa di mezza mattina, aveva trovato la casa allagata e la lavatrice che vomitava acqua dal fondo. Era una vecchia lavatrice che Lucia, dopo il matrimonio, aveva portato via da casa dei genitori e di cui conosceva alla perfezione il funzionamento. Per tanti anni aveva aiutato sua madre a fare il bucato ma non le aveva mai dato problemi, che lei si ricordasse.

Era scesa di corsa in strada per chiedere aiuto ma, vista l’ora, non aveva incontrato nessuno. Girovagando per il paese si era fermata davanti a quella porta a vetri su cui c’era scritto: ‘Aggiustiamo tutto, pure a te ’.

Sorrise divertita e bussò decisa anche se il negozio sembrava chiuso. Non ottenne risposta ma una signora si affacciò dalla finestra del palazzo di fronte e le indicò l’abitazione del proprietario. Lo trovò accovacciato con la testa infilata in un frigorifero.

«Buongiorno, cercavo il tecnico,» disse Lucia.

tecnico_lavatrice

«Sono tanti anni che lo cerco pure io,» rispose lui ripulendosi le mani con uno straccio unto che teneva nella tasca destra.

Lucia era una donna giovane e molto bella. Aveva occhi grandi, un bel sorriso, un bel corpo e per di più, era molto ben educata.

Antonio, invece, era un uomo sui quarant’anni ma ne dimostrava molti di più. I capelli brizzolati raccolti in una coda di cavallo stretta da un laccio che gli pendeva sulla schiena. Era un uomo tozzo dalle mani callose che era riuscito ad avviare in quel piccolo paese un’attività che gli rendeva bene e che lo nobilitava agli occhi di tutti.

A vederli sembravano il giorno e la notte; luminosa lei, tenebroso lui. Eppure, nonostante le loro contraddizioni, vi era un flusso invisibile, ma percepibile nell’aria, che li legava.

Antonio andò a casa sua per ripararle la lavatrice. Ci vollero più di due ore per scrostare quei bulloni serrati da troppi anni e mentre armeggiava, riempendo il pavimento di attrezzi di ogni forma e dimensione, le raccontò di essere un attore mancato. Era stato per qualche anno a Roma a studiare ma aveva capito subito che quella non era la vita per lui. Adorava viaggiare e sognava di girare il mondo. Da piccolo rimaneva incantato ammirando le splendide fotografie affisse alle vetrine delle agenzie di viaggio e si era arruolato in Marina per realizzare il suo sogno.

Da quel giorno i guasti sempre più frequenti erano diventati per Lucia l’occasione per incontrare il suo Antonio. Passava il tempo a guardarlo mentre lui, pazientemente, smontava la lavatrice alla ricerca del guasto come fa un bambino con il suo giocattolo. E mentre lui lavorava parlavano di tutto. Di città lontane e di luoghi sconosciuti che Lucia non aveva sentito mai neanche nominare. Cosa mangiare a Madrid o dove comprare degli orecchini a San Pietroburgo. Antonio descriveva luoghi lontani, anche nella sua memoria, portando Lucia su navi veloci fino ai Caraibi o sugli aerei che vanno in Australia.

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Le voci si rincorrevano in paese. Le continue visite non potevano passare inosservate e una mattina, mentre Lucia era affacciata alla finestra, vide un camion rosso parcheggiato davanti casa sua.

Scesero un paio di operai in tuta azzurra che cercavano proprio lei. Le presentarono un modulo da firmare. In quel pacco di fogli colorati c’era scritto che qualche giorno prima lei aveva ordinato una lavatrice nuova di ultima generazione ed a risparmio energetico, modello tedesco.

«Io non ho comprato proprio nulla» obiettò Lucia stupita mentre dal retro del furgone veniva tirato giù un grosso scatolo di cartone

«La lavatrice è stata acquistata via internet. Conosce internet?»

Lucia li guardò perplessa, non capiva di cosa stessero parlando. Tentarono di spiegarle che tutti i computer  erano collegati l’un l’altro come i telefoni e che usando questi collegamenti era possibile comprare cose in tutte le parti del mondo.

Pensò agli orecchini di S.Pietroburgo mentre i due entrarono in casa a installare il nuovo elettrodomestico, portando via quello vecchio. Le spiegarono il funzionamento di quella stupenda tecnologia che non aveva niente in comune con il vecchio catorcio che Lucia aveva portato via da casa dei suoi genitori.

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Li guardò piangendo mentre caricavano sul furgone la vecchia lavatrice, sballottandola sul carrellino. A quella scena assistette con un sorriso beffardo anche il marito, tornato per l’occasione.

«Hai visto cosa ti ho comprato, amore mio ? » le disse sardonico. «Pensa che questo modello si accorge da solo se ha qualche problema e lo comunica direttamente al centro di assistenza che provvede a mandare il tecnico. E’ una grandissima comodità.»

Da allora sempre più spesso camion rossi si fermarono davanti alla casa gialla, recapitando oggetti che venivano da ogni parte del mondo.

Le dava una strana sensazione aprire quei pacchi e ritrovare un colore, un profumo, un sapore. Tratteneva con qualche scusa i corrieri che le recapitavano la posta, offrendo loro da bere e chiedendo come fosse il mondo fuori da lì.

Era il suo modo di sentirsi libera.

STENBAI

È stato così imbarazzante. Sabato ero seduto nel salone del barbiere aspettando il mio turno, quando improvvisamente ho sentito cantare ad alta voce.

«… Gianna Gianna Gianna sosteneva, tesi e illusioni…»

Tutti i clienti seduti nel locale guardavano proprio nella mia direzione. Ho alzato le mani e ho detto:

«No, no, non sono io. Io non sto cantando.»

Ma quel suono sembrava provenire proprio da me. Mi sono alzato e mi guardavo intorno. La canzone continuava.

«…Gianna non perdeva neanche un minuto per fare l’amore…»

Il suono mi seguiva ovunque io andassi. Ero perplesso, quasi in panico.

«… ma dove vai, vieni qua ma che fai …?»

Un adolescente seduto in un angolo mi ha detto:« E’ la camicia, amico.»

«… Dove vai, con chi ce l’hai? Butta là, vieni qua, chi la prende e a chi la dà…»

La mia camicia? La mia camicia canta? Come è possibile ?Camicia

Esasperato, l’adolescente ha continuato, «C’hai un bottone smart sulla camicia. Possibile che non lo sai? Non l’hai mai visto? È tropp’forte! Ci puoi accendere le luci di casa o il condizionatore. Ci senti la musica e fai le foto. Te li danno con trenta giorni di radio satellitare gratis. Ovviamente tu te siente sti canzone ‘e mmerda…»

«…ma la notte la festa è finita…evviva la vita…» Cosa? Un bottone smart?

«Riesci a spegnerlo?» Gli ho chiesto.

L’adolescente ha alzato gli occhi, si è tirato su dalla sedia, si è avvicinato alla mia camicia e ha gridato: «STENBAI!»

Con mio grande sollievo, la musica si è subito interrotta.

«Grazie mille» gli ho detto «sei stato veramente utile.» Poi, dopo averci pensato su: «STENBAI ?»

Il ragazzo ha alzato di nuovo gli occhi.

«Sì, STENBAI. Significa pausa. I bottoni smart so’ a comando vocale, bello», mi ha detto disgustato.

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Tornando al suo posto, il ragazzo ha mormorato, «Gesù, ‘sti anziani non sanno veramente un cazzo.»

Mi ci è voluto un po’ per ritrovare la calma e per far scendere la mia pressione sanguigna giù dalla stratosfera.

Mi sono girato di traverso sulla sedia, in modo da non dover guardare il ragazzo.

Mi vergognavo della mia obsolescenza tecnologica. Forse sono davvero troppo vecchio per il mondo di oggi.

Diavolo, non ho nemmeno uno smartphone e certamente non avevo mai sentito parlare di un bottone smart. Mentre riflettevo su questo, ho sentito una gran voce.

«… sei alla ricerca di un modo per spendere meno per l’energia di casa tua? Ti offriamo il contratto luce e gas… chiamaci al numero verde…»

Ho afferrato la camicia, l’ho tirata quasi fino alla mia bocca ed ho gridato al bottone, «STENBAI! Dannazione! STENBAI !»

Per fortuna, sono riuscito a spegnerlo. Mi sono svegliato da quel sogno che tremavo ed ero tutto sudato. Ho toccato la camicia e mancava un bottone.

Fortuna che l’avevo perso!

Mercato libero? No, momentaneamente non raggiungibile

« Buongiorno, sono Antonio di Power Luce e Gas e la chiamo dall’ Italia.»

« Buongiorno…»

« Mi dice quanto spendete all’ anno per l’energia nella vostra famiglia ?»

« Non lo so, mi sembra…»

« Non lo sa ? Le sembra ??? Ma si rende conto che non sa nemmeno quanto spende!!! Luci accese, lavatrici, TV, playstation. Immagino che la playstation stia sempre accesa, è vero ???»

« Si, è vero però…»

« Ma che però !!! E non ci pensate al riscaldamento globale, alla CO2 ? Non vi sentite responsabili ???»

« Adesso la spengo…»

« Non ha bisogno di spegnerla. A voi serve un nuovo contratto tutto compreso così non dovete preoccuparvi più di niente…»

« …»

« Allora? Cosa mi dice? Lo facciamo questo contrattino?»

« …»

« Pronto, mi sente ? Dicevo, lo facciamo questo contrattino ?»

« Papà, sono Carlo. Ti passo la nonna?»

In memoria del televisore che mi lasciò

Ieri, due tristi uomini con un camion rosso sono venuti a casa per portare via il nostro televisore che, dopo lunga agonia, ci ha lasciato. Chissà dove lo avranno portato? Sicuramente lo sapranno i miei amici giornalisti Marco Gisotti, grande esperto di rifiuti elettronici e Letizia Palmisano esegeta del compostaggio in tutte le sue forme.
In ricordo del tubo catodico che spirò, un mio piccolo componimento senza pretese. Non me ne voglia la buonanima di Edgar Lee Masters.
 

Il lampione di Samantha

Andando ogni sera al suo lavoro, Samantha passava di fronte al bar di Alfredo.

L’insegna sbilenca al neon troneggiava sulla vecchia vetrina sbiadita piena di bottiglie di vino e liquori ormai scaduti, pasticcini di marzapane scoloriti e vecchie cianfrusaglie omaggio di commessi viaggiatori frettolosi che oramai non si fermavano più in quel locale.

Samantha era di casa. I pochi clienti rimasti a quell’ora la conoscevano bene e al suo ingresso tutti, con un irrefrenabile impeto di galanteria, si alzavano barcollanti per l’alcool.

Bar_notte

«Samantha, mon amour! Sei uno splendore stasera» le gridò Jenny facendosi largo fra gli avventori.

Jenny, Gennaro all’anagrafe, era un maturo viveur che passava le sue serate lì al bar. Fra gli amici si raccontava che da giovane fosse stato il parrucchiere personale di Gina Lollobrigida e che avesse avuto una grande storia d’amore con Luchino Visconti. Nessuno poteva giurare di averlo visto di persona, ma faceva piacere a tutti passare le serate al bar con una celebrità.

«Lasciami perdere, stasera. Vengo da una settimana terribile. Sono stata influenzata e non ho potuto lavorare. Poi guarda che faccia che ho, Jenny!»

Samantha era ancora una donna bellissima ma mostrava tutti i segni dei suoi cinquant’anni. Era costretta a tingere i neri capelli che le scendevano sulle spalle e a truccarsi pesantemente per coprire il suo viso solcato dalle rughe. Cercava di nascondere il collo con leggeri foulard di seta ma le piacevano spacchi, trasparenze e decolletè vertiginosi.

«Non ti preoccupare fata» la riprese Jenny «hai il mantello della notte che ti nasconderà.»

Samantha uscì dal locale lasciando dietro di sè il suo dolce profumo e continuò seguendo il marciapiede. C’era una brezza che le rigonfiava il vestito leggero, insinuandosi tra i capelli come le dita di un’amante e li scompigliava insieme ai suoi pensieri.

Samantha vendeva l’amore, proprio accanto alla Museo Archeologico. Lì trascorreva le sue notti di lavoro alla luce dei lampioni che la facevano sembrare una vera diva sul palcoscenico in attesa del pubblico.

Il colore ambrato delle luci piaceva tanto ai suoi clienti che glielo avevano confessato più di una volta. Faceva risaltare le sue forme e le colorava il viso mostrando la bocca carnosa che scatenava indicibili visioni.

prostituzione-7Ma mentre si avvicinava alla sua postazione di lavoro, si accorse che qualcosa non andava. Da lontano il museo sembrava di un colore diverso dal solito, quasi azzurrognolo e le luci somigliavano a quelle del suo vecchio frigorifero di casa.

Chiese un po’in giro a qualche collega che le svelò l’amara verità. Il sindaco, nella settimana in cui Samantha era mancata, aveva fatto sostituire i vecchi lampioni a vapori di mercurio con dei nuovissimi lampioni a LED. Risparmio garantito, riduzione della manutenzione e luce più chiara e netta.

Il brevetto era di una ditta di Milano e quella operazione era stata sbandierata sulla stampa come una grande innovazione per la città.

Diciamocela tutta, una vera tragedia. Samantha alla luce di quei lampioni sembrava un cadavere, le si vedevano le occhiaie, le rughe intorno alla bocca e anche un po’di cellulite che aveva accumulato e che le sbucava suoi fianchi. La luce era abbagliante e le dava anche fastidio agli occhi. Non riusciva a riconoscere le auto che si avvicinavano e accostavano in cerca di compagnia.

Quella sera pochissimi clienti si fermarono, solo i più affezionati. Preferirono le sue colleghe più giovani a cui non servivano trucchi cinematografici per essere piacenti. Samantha si sentiva impacciata, quasi fuori luogo.Luci led roma

Accendeva una sigaretta dopo l’altra mentre le auto veloci sfrecciavano davanti a lei e non la degnavano neanche di uno sguardo.

Tornò a casa all’alba. Era sconvolta per la lunga notte ma soprattutto era furiosa per la faccenda dei lampioni. Si buttò sul letto e stette al buio mentre il tempo passava. Doveva fare qualcosa e decise. Sarebbe andata in Comune a chiedere spiegazioni a chi di dovere.

La mattina seguente indossò un casto tailleur di velluto blu, rimise a posto il trucco e bevve velocemente un caffè preparato con la moka. Non era abituata ad uscire così presto e varcando la soglia di casa ricordò che l’ultima levataccia era stata per il funerale del padre. Il tailleur era lo stesso.

Dopo più di un’ora di anticamera riuscì a parlare con la segretaria del sindaco a cui spiegò che aveva una certa urgenza di essere ricevuta. Millantò amicizie in alto loco e approfittò di un buco nell’agenda per un appuntamento disdetto all’ultimo momento. Il sindaco poteva riceverla.

Bussò timorosa alla porta, il cuore le batteva a mille. Era abituata ad avere a che fare con gli uomini ma solo nel suo territorio dove si sentiva veramente sicura.

Il sindaco era seduto di spalle impegnato in una telefonata. Senza degnarla di uno sguardo le indicò di accomodarsi. Samantha si sedette sull’ unica sedia libera della stanza. Le altre erano stracolme di borse, riviste e cataloghi.

Quella voce, però, le era familiare. Cercò di associarla ad un volto, ma senza successo. Pensò che non poteva averla sentita in un comizio né tanto meno in qualche talk show visto che non frequentava le piazze di giorno e non aveva neanche la TV.846-03165143

La telefonata terminò ed il sindaco si voltò sfoderando un bel sorriso da campagna elettorale che si spense subito non appena si rese conto di chi fosse la sua ospite. Seguirono secondi interminabili di silenzio fra i due. Samantha lo conosceva bene e il sindaco altrettanto.

L’incontro durò a lungo e furono annullati diversi appuntamenti. Nessuno seppe mai cosa si fossero raccontati quei due ma da quel giorno il lampione di fronte al Museo tornò a risplendere di una luce calda e ambrata.

Motivo ufficiale, la tutela e la promozione di uno dei principali patrimoni della città.